COLIFFE
La sesta edizione del festival internazionale del cinema
che celebra opere provenienti da tutto il mondo.
DOCU-FILM ITALIANI
VI EDIZIONE 2026
COLiseum International Film FEstival




19.30, SOLITO POSTO?




di
LAVINIA ANDREINI
ALTROVE
di
ETTORE ZITO
ANDREA MÀZZOLI - IL PITTORE DEI RICORDI
di
TOMAS SBRISSA


BIBI BALLANDI - IL PAPÀ DELLE STELLE
di
FABIO FULCO
Il film esplora la vita e la personalità della celebre archeologa Edda Bresciani attraverso una cena informale presso l'osteria toscana "La Bottega Sulla Fraga" e si distingue per la sua narrazione spontanea: non segue una sceneggiatura rigida, ma si dipana attraverso i ricordi e le testimonianze degli amici di Edda, che condividono aneddoti e riflessioni sulla sua vita e sul suo lavoro.
La storia vera di un uomo che dopo la sua battaglia contro la leucemia, con la sua avventura ci racconta l'amore, la passione, la resilienza, il coraggio, l'amicizia e la passione.
Andrea Mazzoli è un pittore iperrealista friulano. Instancabile lavoratore, attraverso la sua pittura cerca di viaggiare indietro nel tempo per rivivere un passato a cui non riesce a rinunciare e per evocare i ricordi della sua terra d'origine, in rapida trasformazione.
La storia di Bibi Ballandi, il grande "re dello show", produttore televisivo di programmi di grande successo che hanno cambiato per sempre il mondo dello spettacolo televisivo italiano. Amatissimo dalla sua Romagna e dall'Italia intera, Bibi ha avuto nella sua scuderia di talenti il camaleontico Fiorello, e artisti del calibro di ...


CARTAPESTA: CARNEVALE DI FANO – IL FILM




di
ANDREA LODOVICHETTI
CHE BELLA COMPAGNIA
di
ALESSANDRO FERRARA
DONNE DI MINIERA
di
ROBERTO CARTA


EÎDÒN
di
SIMONE BARDI
Il Carnevale più antico d’Italia, ricordi, filmati, un immaginario potentissimo radicato nei secoli in una città: Fano. Una tradizione, quella della cartapesta, e maestri carristi che, generazione dopo generazione, hanno saputo costruire tra creatività, ingegneria e manualità dei palcoscenici viaggianti chiamati carri. Una maschera, il Vulón, e il suo incontro con un bambino. Lui non sa nulla del Carnevale di Fano.
Dentro il cibo c'è un mondo. Di persone, di idee, di storie. Alcune sono così speciali da rimanere impresse nella memoria. Come fotografie dell'anima. Così forti da evocare altre storie, altrettanto uniche, da raccontare insieme. Mettendole vicine, attorno a un tavolo, magari per la prima volta. Una voce che completa l'altra, trovando l'accordo giusto come una sinfonia. Di gusto, di emozioni, di vita.
Il documentario vuole raccontare quella che è stata la grande industria mineraria nel Sulcis Iglesiente in Sardegna attraverso l’originale punto di vista femminile. Ribaltando l’immaginario comune che mette in relazione l’ambiente minerario solo col genere maschile, il documentario vuole riportare alla luce le storie di queste lavoratrici che hanno contribuito a spianare la strada all’emancipazione delle donne di oggi.
Dalle profondità della memoria, una voce misteriosa racconta i trionfi e le ombre crescenti del Delta del Po, dove un equilibrio è stato rotto, forse per sempre. Tra le nebbie del passato e le incertezze del presente, viene rivelata la resilienza ecologica di una famiglia di pescatori della Sacca di Scardovari. Il film invita gli spettatori a perdersi nello sguardo del Delta, a decifrarne i misteri e a interrogarsi sul fragile posto dell'umanità in questo tesoro di vita.


GLI STRUMENTI DELLA SOLITUDINE




di
MIRKO VERCELLI
IL QUADRATO MAGICO
di
VANNI GIANNOTTI
IO LA VEDO COSÌ
di
UMBERTO VESCERA


LA FABBRICA DEL TANNINO
di
ALESSANDRO CECCONI
Gli strumenti della solitudine è un documentario sperimentale che segue il regista italiano Mirko Vercelli in un viaggio in solitaria di due mesi attraverso il Sud-est asiatico. Armato di una videocamera vintage, "uno strumento relazionale a forma di pistola", esplora la fragile soglia tra presenza e scomparsa. Nato dall'oscurità e dalla perdita, Gli strumenti della solitudine diventa una riscoperta della vita, un tentativo di preservare l'effimero, l'accidentale e il trascurato.
In viaggio attraverso un’Italia insolita, dove le bellezze artistiche o paesaggistiche incontrano i messaggi, non sempre chiari, di chi ci ha preceduto. Dalle Alpi agli Appennini, da Venezia a Firenze o Roma, in compagnia di Albrecht Durer o Fibonacci, seguiamo il filo dei quadrati magici, per scoprire quel soffio di mistero che ci farà dubitare delle nostre conoscenze.
Dialogo intimo con una donna cieca che ci mostra il suo sorprendente modo di vedere la vita.
La Fabbrica del Tannino svela la storia dimenticata di uno stabilimento che, dal 1923 a oggi, ha plasmato non solo l'economia, ma anche l'identità stessa di una città. Ciò che inizia come storia industriale diventa qualcosa di più ampio: una meditazione sulla memoria, la resilienza e la trasformazione di luoghi che crediamo di conoscere. La Fabbrica del Tannino si rivolge a un pubblico globale che sta vivendo le proprie crisi industriali, ambientali e di memoria.


LA VOCE E IL VOLTO




di
GABRIELE OGIVA
L'INTERVISTA IN MARE
di
LUDOVICO FERRO
L'OMBRA DEL GIGANTE
di
ALBERTO BELLAVIA
Sara ha 15 anni! E' l'estate del 2016, Sara è felice! Sara come ogni anno va Castignano, dove c’è Templaria. E' eccitatissima, Sara quella notte, sente che nell'aria c’e qualcosa di strano, che non riesce a spiegarsi. Quella sera conosce un ragazzo di Roma, si danno appuntamento il giorno dopo. Sara, sotto quel cielo, in quella notte stellata, aveva dato il suo primo bacio!!! Sara di lui ricorderà i suoi occhi e il sapore delle sue labbra sulle sue. Perchè non seppe più nulla di lui! 24 agosto 2016 ore 3.36. Ma voi, lo sapete che voce e volto ha il terremoto?
Un attore interpreta il timoniere di un peschereccio. La sua storia incarna in un unico personaggio le vicende vissute da 42 pescatori intervistati nel corso di tre anni di ricerca sul campo. Tra conflitti e momenti di svolta, la messa in scena dialoga con sequenze rigorosamente documentaristiche girate a bordo dei pescherecci in tutta Italia, da Chioggia a Mazara. Il lavoro della pesca è ritratto nella sua complessità, tra decadenza e speranza. "L'intervista in mare" si addentra in un settore in pericolo, che chiede un futuro necessario per la sopravvivenza di un patrimonio collettivo inestimabile.
Un gigante chiamato "Ferrania". Un'eccellenza produttiva e sociale, che ha realizzato il sogno di un futuro radioso di migliaia di persone... Ma ora, su quell'immenso cammino, rimane solo un'ombra. Ieri Ferrania era il futuro, Oggi è leggenda. La storia, lo sviluppo e le vicissitudini di FERRANIA. La fabbrica italiana che, dal 1920 in poi, ha prodotto supporti flessibili e fotosensibili per la registrazione delle immagini, in termini più comprensibili la cara e ormai scomparsa pellicola. Pellicola per cinema, fotografia, radiografia, fotomeccanica e carta da stampa.
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